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Pro, una “tris” per mtb e gravel biking

Redazione di Redazione
2 Marzo 2020
in Componenti, TechNews, Test e Collaudi
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Pro, una “tris” per mtb e gravel biking

2 mar 2020 –  Si chiama Stealth Off Road ed è una sella che il marchio Pro ha progettato espressamente per il mountain biking agonistico, per i cross country severi, quelli dove serve uno stile di guida aggressivo. Noi invece abbiamo provato a montare questo componente su una gravel bike, anche per vedere come, una sella che nasce specificamente per l’uso off-road, riesce ad adattarsi all’utilizzo misto, “strada/fuoristrada”, che appunto è proprio del gravel biking. A completare il set di componenti “di sella” del marchio Pro abbiamo poi aggiunto il relativo reggisella Discover (questo sì, questo specifico per il gravel biking) e per finire abbiamo montato sulla sella la borsa sottosella Direct Mount, che come suggerisce il nome ha un’architettura di innesto di tipo diretto sullo scafo di una sella predisposta per questo accessorio.

Una sella corta per il fuoristrada

La Stealth Off Road è una sella cosiddetta corta, appartiene a quella categoria sempre più vasta di selle dove la lunghezza dello scafo è ridotta rispetto al normale: in questo caso lo sviluppo in lunghezza è di soli 242 millimetri, ovvero circa tre centimetri in meno rispetto alle selle “tradizionali”. Sulla Stealth Off Road, e in genere sulle selle appartenenti a questo segmento, la riduzione dimensionale non è distribuita su tutta l’estensione dello scafo, ma riguarda solo la parte della punta, che in questo caso è assente, o meglio è ridotta al minimo.

Questo aspetto è importante: diversamente da quel che erroneamente alcuni pensano, la peculiarità delle selle corte non è adattarsi agli individui di piccola statura o a chi ha un’interdistanza contenuta tra le ossa ischiatiche: tutt’altro: utilizzerà una sella “corta” chi cerca specifiche caratteristiche e un determinato feeling nello stile di guida. Questo, lo sottolineiamo, riguarda questa Stealth Off Road e in genere riguarda tutte le selle appartenenti a questa categoria, incluse quelle degli altri produttori.

Se alla sella tagli la punta

Cosa realmente succede se ad una sella si “taglia” la parte della punta? In termini di seduta le ripercussioni sono limitate, perché la parte biomeccanicamente più importante di una sella è quella destinata ad accogliere l’appoggio delle ossa ischiatiche su cui si scarica buona parte del peso corporeo. Appunto, questa parte è tutto fuorché la cosiddetta punta.

Nel ciclismo su strada la punta ha talvolta la funzione di accogliere il peso corporeo quando, nei tratti in cui si pedala ad altissima intensità in pianura, il corpo è naturalmente portato ad avanzare, per scaricare in modo più diretto la forza delle gambe sui pedali (non a caso quella avanzata è la posizione tipica dei cronoman). Nella guida in fuoristrada, invece, la punta di una sella diventa un alleato quando in discesa si tende a sollevare ed arretrare leggermente il peso corporeo, di conseguenza la punta diventa un valido riferimento per l’interno coscia che infonde al biker un migliore senso dell’equilibrio.

Fin qui i veri aspetti funzionali della punta di una sella, che probabilmente sono largamente superati dai vantaggi che da una sella si ottengono se quella punta la vai a tagliare, o meglio la accorci in modo sostanziale come accade su questa Stealth Off Road: prima di tutto una sella corta elimina il fastidio che talvolta può determinare il continuo sfregamento dello scafo con l’interno delle cosce; inoltre, su una sella corta l’escursione che il corpo può compiere in senso antero-posteriore è ridotta, di conseguenza gli spostamenti possibili per il bacino sono sì più limitati, ma anche più veloci da attuare. Per determinate tipologie corporee, inoltre, una sella che riduce la porzione anteriore facilita il piegamento in avanti del busto, visto che libera la zona perineale dall’impedimento rappresentato da una punta prominente. Non da ultimo, una sella compatta è una sella anche più leggera grazie al minor materiale impiegato. Ancora, in un’ottica di utilizzo mtb, una sella corta agevola il raggiungimento della posizione tipica che il biker assume nelle discese più ripide, ovvero quando, allungando le braccia, contestualmente porta il bacino dietro il retro della sella.

Fin qui le reali motivazioni funzionali che stanno dietro una sella corta come questa Stealth Off Road: se poi da queste passiamo a un ambito di discussione estetico ci accorgiamo che il gradimento accordato da tanti praticanti verso questa tipologia di sella è anche legato alla sua presunta eleganza, al look minimale e snello che emana.

Le impressioni alla guida

Un po’ come per tutte le selle “corte”, anche su questa Stealth Off Road trovare il punto di seduta ottimale è più facile rispetto alle selle tradizionali; l’eliminazione della punta, infatti, impedisce l’errore più frequente nel posizionamento in sella, quello di sedersi troppo in avanti e sottoporre di conseguenza le parti molli a un’eccessiva pressione dovuta alla superficie di appoggio ridotta.

Ottimale in questo senso è anche l’architettura con cui sono concepiti scafo e imbottitura: la seconda ha un padding a densità differenziata, che asseconda la pressione differente che il corpo produce su tutta l’area che interfaccia la sella. La Stealth Off Road ha inoltre un’ampia canalizzazione di scarico sull’area perineale, che percorre in lunghezza quasi tutto il suo sviluppo, sino alla porzione anteriore. Sempre in senso ergonomico lavorano i tre fori che preformano lo scafo in corrispondenza del canale centrale e che a loro volta garantiscono alla struttura maggiore cedevolezza nel rispetto dei delicati tessuti molli dell’utilizzatore.

Infine, la canalizzazione centrale è caratterizzata da tre elementi trasversali che impediscono ancor più lo scivolamento involontario verso la porzione anteriore della sella, assicurando invece una seduta ferma e stabile. I contenuti ergonomici del componente sono poi ribaditi dalla particolare architettura che articola il telaio nei due punti di fissaggio posteriori sullo scafo: il produttore lo chiama C Tec Bridge, proprio a ricordare che nella parte posteriore il collegamento tra telaio e scafo non è diretto ma forma una sorta di ponte, che asseconda il naturale movimento oscillatorio delle ossa ischiatiche durante la dinamica della pedalata.

È soprattutto questa una prerogativa particolarmente ricercata ed apprezzata nel mountain biking, dove l’azione in sella è spesso più irruenta e “scalciata” di quel che accade nel ciclismo su strada. Ma una struttura simile ci è sembrata altrettanto valida anche per l’utilizzo gravel, in quanto alleata nei tratti in fuoristrada, ma allo stesso tempo molto comoda per i lunghi tratti asfaltati dove si pedala prevalentemente in posizione seduta. La Stealth Off Road è insomma una sella valida su più fronti: la sua destinazione nativa è appunto il mountain bike, ma le caratteristiche morfologiche e strutturali permettono di adattarla egregiamente anche all’asfalto e ancor più ad un tipo di ciclismo “misto” come è appunto il gravel biking. Ricordiamo del resto che di solito sono più le selle da strada ad essere poco adatte per il (vero) utilizzo off-road. Tutto diverso è il caso contrario, soprattutto se l’articolo in oggetto è una sella versatile e poliedrica come appunto abbiamo detto essere questa Stealth Off Road.

Il reggisella: un composito speciale

Qualche nota infine sul reggisella Discover, che non è esatto chiamare semplicemente reggisella in carbonio. Questo bel componente dallo sviluppo di 400 millimetri (quindi adatto anche per fuorisella “esagerati”) e soli 214 grammi di peso ha infatti una struttura composita che unisce i filamenti di carbonio dei filamenti di Dyneema, un materiale che nonostante un peso molto contenuto vanta una resistenza a trazione paragonabile a quella dei cavi di acciaio, con in più ottime capacità anche in merito alla resistenza a torsione e al carico di rottura.

Un componente del genere è quanto di meglio per scongiurare la preoccupazione frequente per chi, pratico della caratteristiche della guida off-road, preferisce tenersi lontano dai componenti di sella e di guida in composito, per paura che questi improvvisamente cedano in seguito ai colpi ricevuti dal terreno. A livello funzionale il Discover ha peraltro un sistema di fissaggio sella pratico e intuitivo: l’architettura di quest’ultimo prevede due conchiglie basculanti all’interno di un morsetto dedicato, a loro volta gestite da una vite passante con testa esagonale. Il sistema consente una agevole regolazione micrometrica dell’inclinazione sella e della sistemazione della stessa in avanzamento.

I materiali testati

Sella Stealth Off Road

  • Materiale telaio: acciaio Inox internamente cavo, forma circolare 7×7 mm
  • Materiale scafo: nylon caricato di carbonio
  • Imbottitura: in Eva a densità differenziata
  • Dimensioni scafo: 142×242 mm
  • Peso rilevato: 204 grammi
  • Note: disponibile anche in versione con larghezza 152 mm; compatibile con borse sottosella Pro con attacco diretto.
  • Prezzo indicativo: 130,00 euro

Reggisella Discover

  • Materiale fusto: composito (carbonio e filamenti di Dyneema)
  • Note: compatibile con batterie di trasmissioni elettroniche Di2 PERFECT MATCH Sistema di fissaggio: una vite
  • Lunghezza totale fusto: 400 mm
  • Diametro fusto: 27.2 mm
  • Arretramento morsetto: 20 mm
  • Peso rilevato: 214 grammi
  • Note: disponibile anche nel diametro 31.6 mm; provvisto di serie di ricambi per montaggio su telai sella con forma ovale (7×9 mm)
  • Prezzo indicativo: 25,00 euro

Borsetta sottosella Direct Mount

  • Sistema di fissaggio: attacco diretto sullo scafo della sella
  • Volume: 0.6 l
  • Note: con strisce riflettenti
  • Peso rilevato: 89 grammi (+15 grammi il supporto)
  • Prezzo indicativo: 46,00 euro

Per informazioni: www.pro-bikegear.com, Shimano Italia, tel. 0331/936911

Maurizio Coccia

Tag: borsettanovità 2020proreggisellasellashimanotest

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